Brigata Pinerolo due secoli di storia italiana

La storia è innanzitutto la storia dei movimenti. Umani e delle cose. Migrazioni, mentalità, rituali, culture. Tutto subisce cambiamenti. E così la storia di guerra e delle forze armate, adeguandosi ai tempi. Si pensi alla gloriosa storia della Brigata Pinerolo, Grande Unità dell'Esercito italiano, che com'è noto ha sede a Bari, nella nostra Puglia. La Pinerolo quest'anno ha festeggiato i suoi 'primi' duecento anni di fondazione e vita.

E lo ha fatto proprio a Bari, con una solenne manifestazione. Una storia, quella della Brigata, che ha sempre saputo mettersi in discussione rispetto ai mutamenti della società.

Lo dimostra il fatto che ad oggi la Pinerolo sia l'unica Brigata di manovra interamente digitalizzata delle nostre forze armate, immergendosi nel futuro e proiettando con sapiente acume la propria stessa storia nel mondo spaziale cibernetico.

Non a caso, già dal 2014 lo Stato Maggiore dell’Esercito ha stabilito che l'unità fosse la responsabile italiana della sperimentazione operativa del progetto Forza Nec (Network enabled capability), particolare programma congiunto tra ministeri della Difesa e dell'Industria avente per obiettivo, si legge in un comunicato stampa a cura della Brigata, "quello di abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni nelle operazioni militari per mezzo di nuove tecnologie informatiche".

Questo la dice lunga sulle capacità e sui carismi della Pinerolo come considerevole ed ingente nucleo delle nostre strutture militari.

Un impegno che poi torna e ritorna anche nel quadro internazionale, come ha ricordato il governatore Michele Emiliano, il 21 novembre scorso, inviando un messaggio importante alla manifestazione in onore del bicentenario della Pinerolo, evento tenutosi al Castello normanno svevo di Bari.

“La Puglia è un luogo dove tutte le armi dell’Esercito Italiano compongono un quadro che vuole costruire la pace nel Mediterraneo - ha detto Emiliano - anche attraverso una innovazione che ci consenta di mantenere sempre la necessaria superiorità tecnologica in tutti i teatri operativi”.

I passi sono dunque quelli della coesione e della ricerca della pace a livello universale. Tutti ambiti in cui la Pinerolo offre da sempre il suo contributo. Ma anche altrove: si pensi alle missioni durante cataclismi o eventi atmosferici particolarmente e tragicamente sfavorevoli. Così, invece, il generale di Brigata Luciano Antoci, comandante della Pinerolo, durante la cerimonia, nel tracciarne l’evoluzione storica: “Siamo quello che ricordiamo, ma anche quello che costruiamo.

La Brigata Pinerolo, al dovere di ricordare, oggi come domani, affianca il dovere di costruire e di farlo attraverso l’innovazione tecnologica, l’attenzione al territorio e la cura degli uomini e delle donne che la compongono.

I militari della Brigata Pinerolo celebrano questa data con orgoglio, continuando ad operare con impegno e spirito di servizio". Fedeli, in più, ha ricordato, al motto storico della Brigata: “Sempre più Avanti, Sempre più in Alto”. La Pinerolo ha una storia antica, che viene da lontano e che nasce nel 1821. E che a Bari arriva nel 1952. Vediamola, in sintesi, questa storia, con la Puglia e Bari che ad un tratto hanno assunto un ruolo davvero centrale. Andiamo con ordine. 1821: piena, difficile e delicata età presirorgimentale, con guerre e moti d'indipendenza, l'idea e l'ideale di Italia che iniziava sempre più a consolidarsi, l'ormai più che incipiente stagione che portò poi, nel bene e nel male, all'unità del futuro Paese Italia.

Il pensiero politico 'italiano', già da tempo e da secoli esistente, provava a costituirsi come realtà politica autonoma. In questo quadro nasce la Brigata, nel bel mezzo, appunto, delle Guerre d'Indipendenza. E nasce, occorre dirlo e doverosamente ricordarlo, in territori ben lontani dal Sud e dalla Puglia e Bari. Un Sud cui si arriverà, come accennato, molto dopo.

Siamo al 13 novembre 1821, in anno che fu molto 'politico' e che è rimasto nella memoria di tutti anche, se non soprattutto, letterario. Manzoniano, per la precisione. Chi non ricorda la celebre ode "Marzo 1821"? In quel fatidico anno viene costituita la Grande Unità, in realtà una trasformazione del vecchio Reggimento Saluzzo in Brigata. Un decreto reale ed istituzionale decide e certifica tutto ciò. La Brigata avrà subito due reggimenti.

Parte da qui una storia che sarà grande. Gli eventi bellici in cui la Pinerolo sarà coinvolta non riguarderanno solo il suolo 'italico' da fare 'italiano' e dunque non solo le battaglie risorgimentali ma anche quelle, ancor più drammatiche e planetarie, che coinvolgeranno presto tutti, con i lutti e le tragedie che conosciamo. Prima e seconda guerra mondiale, insomma, vedranno attiva la Brigata.

Il tutto prima di quel richiamato 1952 quando, a seguito di riconfigurazioni nel territorio nazionale, viene ricostituita e collocata in Puglia. Un grande tributo per la nostra terra. Da questa posizione ha potuto, forse con ancor più concretezza, rispondere a tante situazioni di emergenza che hanno afflitto il Paese, soprattutto al Sud ma non solo. Un esempio per tutti? Fondamentale è stato il soccorso, partito subito da Bari, in occasione del terribile sisma che nel novembre del 1980 comportò 3000 morti in Irpinia ed in Lucania. Un orgoglio, questo, anche per la città. È noto come le amministrazioni civiche si unirono poi ai militari, nell'aiuto ai vicini terremotati.

Nacquero gemellaggi ed unioni, segno della vicinanza, anche prettamente umana, durante frangenti di così alto dolore. Costante, quindi, il contributo offerto dalla Pinerolo alle popolazioni civili in casi come questi. Alluvioni, ancora altri terremoti, grandi eventi: la Brigata ha sempre saputo dire, con efficienza, "presente".

Tutto ciò partendo da Bari e da altre postazioni logistiche pugliesi. Una medaglia di bronzo al valore civile andò a suggellare questo impegno, quanto al dramma dell'80.

E le operazioni all'estero? Balcani, Libano, Afghanistan. Tanti i luoghi diretti di questa straordinaria presenza. Recente anche il ruolo della Pinerolo in merito a "Strade Sicure", progetto attuato in sintonia con le Forze dell'Ordine, in merito alla sicurezza stradale, intesa anzitutto come luogo principale della lotta più immediata alla criminalità organizzata nonché alla prevenzione dei tristi e preoccupanti fenomeni di reati ambientali.

I reggimenti pugliesi sono poi diventati sette, coprendo tutto il nostro territorio, dal Gargano e dal Subappennino Dauno al Salento, garantendo presenza, controllo ed intervento in tutte le province della regione. Venendo invece alle caratteristiche della Brigata, essa è tradizionalmente "meccanizzata", questo l'esatto termine tecnico.

La fanteria è cioè pienamente un'unità militare, in più dotata di veicoli corazzati e da combattimento, utili al trasporto ed al combattimento stesso. In tutto questo Bari ha dunque il suo ruolo centrale, proiettato nei contesti nazionali ed internazionali.


Sedi logistiche presenti in tutta la puglia

La Puglia, come detto, è coperta in più ambiti territoriali dalle dislocazioni logistiche della Brigata Pinerolo. Segno di valutazione strategica offerta ad ogni realtà regionale.

Ecco le precise e varie postazioni pugliesi.

A Bari hanno sede sia il reparto Comando e Supporti tattici sia il Reggimento logistico, a Lecce ecco invece il Reggimento Cavalleggeri di Lodi (che fa capo sempre ad episodi bellici ottocenteschi, non meno gloriosi dei già citati nel pezzo), ad Altamura il 7º Reggimento Bersaglieri, a Trani il 9º Reggimento fanteria "Bari", a Barletta l'82º Reggimento fanteria "Torino". Duplice realtà anche a Foggia, dove troviamo infatti sia il 21º Reggimento artiglieria terrestre "Trieste" sia l'11º Reggimento genio guastatori.


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