Banda larga, scuole e trasporti: solo bla bla bla

Non solo pochi posti nei nidi, ma anche scuole vecchie e non sempre raggiunte dai mezzi pubblici e intere aree che, nel 2021, non sono ancora raggiunte dalla banda larga ultraveloce. È la fotografia della Puglia scattata dall’Osservatorio sulla povertà educativa, curato in collaborazione tra “Con i Bambini - impresa sociale” e la fondazione senza scopo di lucro “Openpolis”. Il rapporto analizza come variano le opportunità e i servizi educativi, tra province e comuni della Puglia.

Nella regione, in base ai dati Istat, vivono oltre 600mila minori. “In una fase così profondamente segnata dall’emergenza Covid – si legge - chi oggi ha meno di 18 anni attraversa le fasi cruciali dello sviluppo in un momento di particolare difficoltà. La pandemia si è infatti inserita in un contesto sociale che già vedeva bambini e ragazzi come la fascia d’età più soggetta alla povertà assoluta, da almeno un decennio. Ed ha quindi acuito le disuguaglianze che preesistevano all’emergenza”. Per esaminare la situazione vengono presi in considerazione alcuni servizi essenziali: asili nido, scuole, trasporti scolastici, accesso a internet.

La situazione pugliese

Dal punto di vista dei fondamentali educativi – emerge dal rapporto - la Puglia, “pur distinguendosi positivamente su diversi aspetti dalle altre maggiori regioni del Mezzogiorno, mostrava già prima dell’emergenza Covid numerose criticità”. Ad esempio, in termini di offerta di asili nido e servizi prima infanzia sono 18,9 i posti ogni 100 bambini con meno di 3 anni. Un dato migliore rispetto a Campania, Calabria e Sicilia, che si attestano tra il 10 e il 12%, ma distante dalla media nazionale (26,9%) e lontanissimo dalla soglia europea dei 33 posti ogni 100 minori. Rispetto all’abbandono scolastico, a fronte di un obiettivo europeo di ridurre al di sotto del 10% la quota di ragazze e ragazzi che lasciano la scuola prima del diploma, la Puglia si attestava al 17,9% prima dell’emergenza, nel 2019. Un dato molto al di sopra della media nazionale (13,5%) e inferiore in Italia solo a Sicilia e Calabria.

Le famiglie raggiunte dalla banda larga

Quanto agenda digitale e contrasto della povertà educativa siano strettamente legate è diventato evidente a tutti durante la pandemia. I divari digitali, ad esempio la presenza di una connessione lenta, o l’assenza di un dispositivo per ogni componente della famiglia, hanno conseguenze educative cruciali. In Puglia è la Bat la provincia con la quota di famiglie più alta raggiunta dalla banda larga ultraveloce, il 60%. Un dato a cui si avvicina solo la città metropolitana di Bari (55%). La provincia di Taranto si colloca al terzo posto, con il 51% di famiglie potenzialmente raggiunte, mentre quella di Foggia ha una quota in linea con la media regionale (46%). Viceversa, le altre province hanno invece dati inferiori. In particolare Brindisi, con una quota comunque in linea con il dato nazionale (38%) e Lecce (25%). In quest'ultima provincia circa una famiglia su 4 risulta raggiunta dalla rete ultraveloce. Quindi nel Barese, solo 55 famiglie su 100 abitano in una zona cablata ad almeno 100 Mbps. Un dato che varia ampiamente sul territorio della città metropolitana. Spicca il dato del capoluogo, con circa l'84% di nuclei residenti potenzialmente connesso a 100 Mbps. Tra gli altri comuni maggiori, ad Altamura la rete cablata ultraveloce raggiunge circa 2/3 delle famiglie (65%), mentre a Molfetta e Bitonto poco meno della metà (rispettivamente 46 e 49%). Ad Acquaviva delle Fonti solo il 23%, a Gioia del Colle il 12%. Non raggiungono il 10% di famiglie potenzialmente coperte dalla rete ultraveloce comuni come Noci, Castellana Grotte e Alberobello.

Gli edifici scolastici vetusti in Puglia

Da Internet alla scuola: “La condizione e la sicurezza degli edifici scolastici sono aspetti cruciali da cui dipende la salvaguardia di chi quotidianamente frequenta le aule scolastiche: tanto degli studenti, quanto del personale”, si legge nel report. In base ai dati del ministero dell’Istruzione, relativi al 2018, in Puglia gli edifici vetusti sono circa il 13% del totale. Una quota che pone la regione al quinto posto tra quelle con le percentuali di edifici vetusti più basse (un dato inferiore anche rispetto a importanti realtà del centro-nord come Emilia Romagna, Veneto e Lombardia). A Brindisi la percentuale di edifici classificati come vetusti è del 9,3%, nella provincia di Barletta-Andria-Trani questo dato arriva al 18,1%, quasi il doppio. A Foggia (12,5%), Lecce (11,5%), Taranto (13,5%) e Bari (13,2%).

Gli edifici raggiungibili in Puglia

Infine, ma non ultimo come importante, il trasporto pubblico che “svolge un ruolo fondamentale nel garantire a tutti i ragazzi e le ragazze la possibilità di frequentare la scuola regolarmente”, evidenzia Openpolis. “L’assenza o il malfunzionamento dei collegamenti tra il territorio e le scuole – è scritto - oltre a rappresentare un disagio, può essere uno dei fattori che alimentano la dispersione scolastica. Soprattutto nelle aree interne e nei territori meno collegati”. Non si tratta quindi di un tema legato solamente alla mobilità ma anche alla povertà educativa. Dei 40.160 edifici scolastici presenti in Italia nel 2018, 34.531 risultano raggiungibili con almeno un mezzo di trasporto pubblico o con il trasporto scolastico. Una percentuale alta, pari all’86% delle scuole, che nel caso della Puglia scende all’81,5%. In provincia di Brindisi le scuole raggiungibili sono il 94,4%, in provincia di Bari l’82%.


Alberobello, Putignano e Sammichele ok

Secondo i dati Istat, relativi al 2019, la Puglia offre complessivamente più di 16mila posti distribuiti in oltre 600 strutture tra asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia. Cioè un posto per il 18,9% dei bambini tra 0 e 2 anni di età residenti nella regione. Ben al di sotto della media italiana e lontana dall’obiettivo posto dall’Europa. Vediamo la situazione a Bari e provincia: con circa 5mila posti autorizzati in asilo nido suddivisi in 201 strutture la città metropolitana di Bari presenta un livello di copertura potenziale del sevizio del 17,8%. Un dato inferiore sia rispetto alla media regionale (18,9%) che nazionale (26,9%) e lontano dall'obiettivo Ue del 33%. Anche in questo caso tuttavia possiamo trovare comuni con percentuali molto alte. Ad esempio a Putignano il livello di copertura potenziale arriva al 45,9%, a Alberobello al 44,7%, a Sammichele di Bari al 44,4%. Oltre a questi 3 comuni che superano la soglia del 40%, altri 3 hanno un dato superiore rispetto all'obiettivo Ue. Si tratta di Adelfia (37,7%), Bitritto (35,7%) e Santeramo in Colle

(34,3%). A Bari, con una popolazione tra 0 e 2 anni superiore a 6mila bambini, i posti disponibili in asilo nido nel 2019 erano circa 1.000, suddivisi in 34 strutture. Il secondo comune per numero di residenti 0-2 presenta dati più bassi. Si tratta di Altamura dove il livello di copertura del servizio è di circa il 5%. Qui infatti vivono circa 2mila bambini ma i posti in asilo nido sono meno di 100. Oltre ad Altamura ci sono poi altri 9 comuni con un livello di copertura inferiore al 10%.


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