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Autosufficienza energetica senza esitazioni

Negli ultimi due anni hanno chiuso la propria attività circa 50mila esercizi commerciali, soprattutto bar e ristoranti. Questo dato a fine anno rischia di essere decisamente più elevato a causa dell’impennata ormai fuori controllo dei costi relativi alle bollette energetiche. Ci sono i sostegni economici varati dal governo con i cosiddetti DL Aiuti, ma si tratta di interventi tampone o pannicelli caldi, o se preferite “pezze a colore”, che alla lunga risultano poco efficaci, soprattutto se lo scenario internazionale continuerà ad andare nella stessa direzione degli ultimi mesi.

Purtroppo per questo settore economico non esistono soluzioni individuali e nemmeno di comparto per affrontare l’aumento dei costi energetici. Qualcosa, anzi, molto possono invece fare le aziende produttrici, sia del settore primario, sia quelle industriali. Certo, sarebbe stato meglio muoversi per tempo, cioè approfittare del periodo di crisi determinato dal Covid per riorganizzare, ristrutturare e investire puntando sull’innovazione tecnologica, sia nell’àmbito produttivo, sia soprattutto in quello dell’autosufficienza energetica. Ma l’importante è muoversi comunque in questa direzione.

Qualcuno potrebbe obiettare “facile a dirsi, a posteriori”. Invece, non è così, si poteva e si doveva puntare seriamente nella direzione dell’autosufficienza energetica, utilizzando energia da fonti rinnovabili, come dimostrano due esempi pugliesi: la Masmec e la Masseria Fruttirossi.

La prima è un’azienda della zona industriale di Bari-Modugno che nel corso degli anni ha ampliato molto i propri àmbiti produttivi, accelerando sul versante dell’innovazione e della diversificazione. La seconda è un’azienda agricola di Castellaneta Marina (Ta) che da tempo è il principale produttore italiano di melagrana.

Cosa hanno fatto per meritare gli onori della cronaca nelle scorse settimane?

La Masmec ha fatto notare che, nonostante i 6mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici, costati 700mila euro, che hanno prodotto 315mila Kwh (chilowatt/ora) da aprile a luglio, 35mila in più rispetto al consumo dell’impresa e quindi immessi nella rete a favore del territorio, il costo dell’energia è quasi raddoppiato, da 23 centesimi per Kwh a 45 centesimi, perché l’energia prodotta di pannelli e immessa nella rete sarà ripagata a giugno 2023 dal Gse (Gestore dei servizi energetici).

La Masseria Fruttirossi ha deciso di abbassare i prezzi dei succhi Lome Super Fruit e degli integratori Lome Nutraceutic sul suo shop online, perché avendo investito importanti risorse nella transizione energetica e nell’autoproduzione di concimi, hanno potuto contenere il rincaro dei costi, rendendola così ancora più competitiva sul mercato. Sul tetto dello stabilimento dove vengono trasformati e confezionati i succhi sono installati pannelli fotovoltaici che producono 750 kwh che garantiscono autonomia energetica. Ma gli investimenti lungimiranti non si fermano qui. Nei 350 ettari coltivati a melograno c’è un impianto di irrigazione che, grazie a sonde inserite nel terreno, permette di risparmiare acqua. Inoltre, è stato realizzato un impianto dove gli scarti delle produzione vengono utilizzati come cibo per i lombrichi che producono il fertilizzante naturale chiamato humus.

Insomma, aldilà di lamentele, polemiche ed eventuali operazioni di marketing, i due casi dimostrano che un’altra via è possibile. Basta avere la capacità di guardare oltre i problemi contingenti. O meglio, proprio grazie ai problemi contingenti, individuare nuove strade diventa strategico, per l’esistenza stessa dell’azienda.

A patto, però, che tutti facciano bene il proprio mestiere. Alcuni imprenditori lo hanno capito da tempo, altri si stanno muovendo nella giusta direzione. Il dubbio, o forse sarebbe meglio dire la certezza, è che non l’abbiano capito i rappresentanti delle istituzioni, quelli in carica e quelli che aspirano a ricoprire quelle cariche. Come purtroppo confermato dalle proposte di questa campagna elettorale e dal miserevole dibattito tra le forze politiche.

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