Amalfi e la frana una storia annunciata di omissioni

“L’ultimo disastro si è verificato pochi giorni fa in una delle più belle località del mondo. Il 2 febbraio scorso una frana ha investito Amalfi.

Una grande quantità di terreno e massi è caduta dalla montagna e si è abbattuta sulla strada, sul lungomare e all'imbocco del tunnel all'ingresso della cittadina. Erano le dieci del mattino e solo per fortuna non ci sono state vittime. Molte case, rimaste quasi in bilico sul ciglio della frana, sono state fatte sgomberare. La statale della Costiera è stata chiusa.

I danni all'immagine, oltre quelli economici e sociali, sono ingenti.

La Costiera amalfitana è patrimonio mondiale dell'umanità. L'Unesco l'ha inserita nella World Heritage List per il suo paesaggio esclusivo, per la sua storia, per l'immenso valore culturale e naturale del territorio.

Non a caso le drammatiche immagini della frana sono state mostrate nei telegiornali di tutto il pianeta. Un Paese normale dovrebbe custodire gelosamente un tesoro come Amalfi, che non appartiene soltanto ai suoi cittadini ma, appunto, all'intera umanità. È un territorio meraviglioso ma fragile dal punto di vista idrogeologico, che necessita di cure particolari. E invece l'incuria, la cattiva manutenzione e la speculazione edilizia hanno prevalso, come accade purtroppo in tutta la penisola.

Dopo ogni frana si ripete la litania degli "interventi urgenti" e degli stanziamenti milionari per far fronte alle emergenze.

Anche questa volta la Regione Campania ha garantito che metterà a disposizione tutti i fondi necessari per la messa in sicurezza dell’area, mentre il capo della procura di Salerno ha annunciato "una stagione di demolizioni delle costruzioni abusive sulla Costiera Amalfitana", dopo aver aperto un'inchiesta per disastro colposo.

Disastro è una parola molto importante, che si presta a molteplici interpretazioni, spesso ambigue. Fa bene dunque lo scienziato del territorio Antonello Fiore, presidente della Società italiana di geologia ambientale, a fare chiarezza cominciando dai più giovani.

"Spesso si lascia intendere che il disastro lo ha causato la natura ma non è così. Come nel caso di eventi direttamente collegati alle attività umane, anche nel caso di eventi naturali è l'interferenza delle attività umane con la normale evoluzione dei fenomeni naturali che mette a repentaglio la nostra vita e le attività che costruiamo, necessarie al nostro benessere".

Il geologo Fiore ha appena dato alle stampe per le Edizioni Fralerighe, con prefazione di Mario Tozzi, un bel volumetto ricco di illustrazioni, scritto per i bambini.

Il "Piccolo manuale di educazione ambientale" si ispira alla celeberrima fiaba "I tre porcellini". È un contributo per educare al rispetto dell'ambiente. C'è anche un utile glossario per aiutare gli educatori a far comprendere ai più piccoli qual è la differenza tra un disastro e una catastrofe e cosa significa dissesto idrogeologico, alluvione, biodiversità.

È uno di quei libri che dovremmo leggere ai nostri bambini, perché non si abituino, come purtroppo facciamo noi adulti, ai disastri causati dall'uomo (e non dalla natura). Come la frana di Amalfi.


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