Al quartiere fieristico non basta il maquillage

Usa e getta. C’è un andazzo che si va consolidando nel tempo: il preesistente, il vecchio, non va curato, non va seguito nella manutenzione, come fosse patrimonio inutile. Accade anche per il quartiere fieristico di Bari, dove solo pochi giorni fa sono stati effettuati primi piccoli interventi, con l’eliminazione di erbacce che da tempo invadevano la zona intorno alla fontana monumentale. Pulizia “tanto per”: basta allontanarsi dall’area monumentale per trovare ancora i “box” aperti con dentro rifiuti di vario genere, resti di bivacchi e di giacigli di fortuna.

Disattenzioni colpevoli: il quartiere fieristico, la zona che non rientra direttamente nella gestione della “Nuova Fiera del Levante Srl” (la società partecipata da “Bologna Fiere” che organizza gli eventi del settore, tra cui la Campionaria di settembre), è ormai terra di nessuno, con l’eccezione virtuosa concretizzata dall Confartigianato di Bari, che nell’area monumentale ha il suo padiglione istituzionale. Un “regalo” all’Ente Fiera che un giorno ne rientrerà in possesso. Un padiglione giustamente definito “fiore nel deserto”, in una zona abbandonata, piena di transenne.

Così si condanna a morte una ricchezza della città, perché vera ricchezza era la Fiera del Levante, nata nel 1929, ex punto di riferimento per l’economia del Sud, un Sud che, invece di avanzare, indietreggia per colpe proprie.

Come si corre ai ripari? Mah… Le strategie del presidente Emiliano e del sindaco Decaro non sono ancora chiare. A parte gli appunti negativi dei politici dell’opposizione (vedi quelli del capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Davide Bellomo: «La Regione ha speso in Fiera nello scorso anno otto milioni di euro. Lo ha fatto evidentemente in maniera infruttuosa e improduttiva…»), il problema è realmente grosso quanto un grattacielo degli Emirati Arabi. A parte l’occupazione per il Covid, le negligenze e gli errori ci sono. La Campionaria di settembre è vicina e qualcosa bisognerà pur fare. È partita, intanto, la convocazione della Commissione speciale per la Trasparenza e il Controllo strategico del Comune di Bari indirizzata al presidente dell’Ente autonomo Fiera del Levante, Pasquale Casillo, proprietario dei 280mila metri quadrati del quartiere fieristico. La commissione presieduta da Filippo Melchiorre (capogruppo Fdi) vuole «conoscere lo stato di manutenzione degli immobili all’interno della Fiera del Levante».

Bene. Tutto può servire per ridare dignità alla Fiera, per riportare all’antico splendore, o almeno all’antica pulizia, un patrimonio della città, della Puglia e del Sud. D’accordo, le Fiere oggi hanno un ruolo diverso (nelle cui nuove dinamiche bisogna saper entrare e si deve entrare), ma assistere alla distruzione degli spazi storici è un delitto. Da ergastolo.


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