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A Brunico l'energia del sindaco è illuminante

In poche settimane a Brunico i cittadini ne hanno già prenotati 500 e le adesioni sono in crescita. D’altronde se il Comune, per farti risparmiare sui costi dell’energia, ti regala un pannello fotovoltaico da balcone che costa circa 800 euro, l’iniziativa non può che avere successo. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è pragmatico e sintetico: ridurre il consumo di energia elettrica, aumentarne la produzione propria, ottimizzare il consumo energetico degli impianti esistenti e diventare più indipendenti dal gas. Il braccio operativo del Comune è l’azienda municipale Pubbliservizi, che a Brunico si occupa di energia elettrica, acquedotto, fognatura, teleriscaldamento di uffici e abitazioni, rete di telecomunicazioni in fibra ottica.

Il pannello fotovoltaico regalato dal Comune di Brunico è del tipo “Plug&Play”, cioè per farlo funzionare è sufficiente avere sul balcone una presa elettrica dedicata. Produce 350 watt, circa un decimo del consumo di un’utenza domestica. A carico dei cittadini – è escluso chi abita in edifici storici - ci sono soltanto le spese di installazione. Non ci sono limiti di reddito o adempimenti burocratici. Sul sito del comune altoatesino c’è un modulo di poche righe da compilare. Il funzionamento dell’impianto è garantito per almeno dieci anni e, prima di lanciare la proposta, la Pubbliservizi ha acquistato un gran numero di pannelli per far fronte al prevedibile boom di adesioni.

Per fronteggiare la crisi energetica, Brunico – poco meno di 18mila abitanti - ha adottato diversi progetti: pannelli fotovoltaici sulla piscina, sugli altri impianti sportivi, sulle scuole, sulle autorimesse comunali, il raddoppio della centrale elettrica a biomassa. L'obiettivo più ambizioso è integrare in una comunità energetica tutti gli impianti fotovoltaici. Sia quelli esistenti che quelli nuovi realizzati dal Comune, dalla Pubbliservizi e dai privati, aumentando la quota di energia verde e promuovendo gli investimenti in fonti di energia alternative.

Brunico è un esempio virtuoso. Invece di piangersi addosso, ogni comune piccolo o grande dovrebbe promuovere la creazione di comunità energetiche rinnovabili (CER) che mettano insieme

pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese, attività commerciali e cittadini. L’obiettivo è produrre e consumare sullo stesso territorio – a chilometro zero - energia da fonti rinnovabili.

Purtroppo, sulle 100 comunità energetiche che si sono costituite fino ad oggi in Italia, solo 16 sono riuscite a completare il lungo iter per ottenere i permessi di attivazione, e di queste solo 3 hanno ricevuto i primi incentivi statali, come ricorda Legambiente nel suo rapporto “Comunità Rinnovabili 2022”. I colpevoli dei ritardi hanno nome e cognome: Ministero della transizione ecologica (MITE), Gestore dei servizi energetici (GSE), Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA). Più che la crisi energetica poté la burocrazia e, anche per questo, l’amministrazione comunale di Brunico ha dimostrato di avere una marcia in più. Gli altri sindaci cosa aspettano?

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