“Materiale aperto a tutti senza iscrizione”

Fabrizio Tatarella: tutte le carte di una destra democratica e di governo

A pochi giorni dalle celebrazioni dei 22 anni dalla scomparsa di Pinuccio Tatarella, Fabrizio Tatarella vice presidente della Fondazione fa il punto sulla situazione e sul patrimonio di documenti.

Quanto materiale conservate di Giuseppe Tatarella?

Noi in fondazione conserviamo diverse migliaia di fotografie. Oltre all’archivio, dichiarato di interesse storico, e la biblioteca, di eccezionale interesse culturale. Abbiamo ricevuto ben due decreti direttamente dal Mibact.

A che punto siete con la digitalizzazione del materiale?

Noi abbiamo presentato quello che è soltanto l’inizio di un percorso. È una strada molto lunga, digitalizzare la vita di due persone che hanno dato la vita alla politica non è facile. C’è da raccontare la vita di mio padre e di mio zio. Nei prossimi giorni uscirà un libro di mio zio, mai uscito prima d’ora.

Dunque a quanti anni di scritti sono presenti nei vostri archivi?

Noi abbiamo moltissimo materiale, dalle foto alle riviste. Ci sono dei numeri che partono dal fascismo, passando per reperti del Popolo d’Italia. Ci sono anche dei numeri di fine ‘800 dell’Illustrazione italiana. Ci sono i Fogli locali su cui scriveva il giovane Tatarella. Direi che parte dal dopoguerra fino ad oggi.

Da dove si parte per fare un lavoro di questo genere?

Noi abbiamo riordinato e catalogato materiale per 900 buste, che in linguaggio archivistico indicano i faldoni. E non è ancora finita, siamo a metà.

Questa grande operazione è stata possibile grazie a dei fondi pubblici?

Sì, esiste un bando specifico a disposizione per questo settore. L’obiettivo è quello di salvare la storia di movimenti politici e dei personaggi politici. Per il momento questa tranche ci ha coperto per 30mila euro, grazie ai quali abbiamo potuto coinvolgere dei grandissimi professionisti. Hanno riordinato e catalogato tutto il materiale, e ora finiscono di digitalizzarlo.

In pratica intervenite su un gap del settore archivistico...

Si molto, così riusciamo a colmare un vuoto. In Italia esistono archivi di sinistra o di centro, noi siamo il primo di destra. Siamo gli unici nel panorama nazionale ad avere un archivio di destra. E sarà per quello che esiste a Bari, nell’edificio che fu di An, tutte le carte che segnarono il passaggio dal MSI ad AN. In cui si creava una destra postfascista, che fosse democratica e di governo.

Come si accederà al materiale della fondazione?

Non è necessaria nessuna iscrizione, il materiale è aperto a tutti e fruizione è libera. Si chiama e si può visitare l’archivio. La cosa più bella è che abbiamo avuto già diversi studenti. Ragazzi impegnati a preparare le tesi di laurea, e che consultano il nostro archivio per approfondire.

Il progetto è stato ben accolto dai baresi, vi hanno addirittura mandato del materiale

Sì, quando anni fa siamo partiti abbiamo avuto molte persone che ci hanno donato i libri. Ora questo fenomeno si è esteso, e il materiale ci arriva da ogni parte d’Italia. Custodendo noi bene il materiale di una certa cultura politica, ora ci chiedono spesso di prenderlo in carica. Parliamo di persone che donano le cose che furono dei loro cari che richiamino l’MSI o An.

Avete trovato sponda nella Regione Puglia?

Sì, abbiamo un grande rapporto con Massimo Brai. Sono stato molto emozionato al termine di una call. Erano presenti tutte le associazioni partecipate della regione Puglia, e nonostante non fossimo certo noi quelli che vendevano più ticket all’ingresso, l’assessore ci ha ringraziato e ha sottolineato come la cultura non sia bigliettificio.


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