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È una B con tante grandi ma i tifosi sognano

Era il 16 luglio del 2018 quando il Bari calcio spariva dalla serie B e dalla geografia del pallone italiano. Sono passati quattro anni dal giorno del fallimento targato Cosmo Giancaspro; di mezzo ci sono stati tre campionati di serie C e addirittura uno di serie D. Ma adesso per la SSC Bari della famiglia De Laurentiis è il momento di riallacciare il nodo lì dove tutto si era interrotto, e di tornare a calcare i campi di una serie B meritatamente riconquistata.

La domanda, ora, è di quelle pressanti: quali saranno le reali ambizioni della SSC Bari, di ritorno nella serie cadetta? Difficile dirlo a bocce ferme. Anche perché, all’interno della stessa società, convivono più anime. «Sarà un Bari alla Rambo. Con il coltello tra i denti», ha detto il presidente Luigi De Laurentiis, riportando il calcio nell’alveo cinematografico proprio della sua famiglia. «È difficile stabilire l'obiettivo adesso, è un campionato nuovo e dobbiamo completare la squadra. Ma noi siamo persone competitive ai massimi livelli, partiremo per vincere ogni partita», è il pensiero dell’allenatore biancorosso, il confermato Michele Mignani che predica equilibrio, in campo e fuori.

Fatto sta, comunque, che la strategia sul mercato è chiara. A dirigere le operazioni c’è ancora il direttore sportivo Ciro Polito, che l’anno scorso ha conquistato Bari con il suo carattere grintoso e con la sapienza che ha messo nel costruire la squadra e nel dirigerla, facendo da anello di congiunzione tra società e campo.

Polito ha fin da subito messo in chiaro che l’obiettivo numero uno era svecchiare la rosa e immettere un po’ di freschezza in squadra. E questo, beninteso, non solo perché in serie B le liste degli over sono bloccate a 18 unità, ma soprattutto perché la SSC Bari aveva bisogno di creare un patrimonio di giovani calciatori che, a conti fatti, prima non esisteva. E allora dentro il giovane difensore Bosisio, acquisito a titolo definitivo dalla primavera del Milan di cui è stato capitano, il terzino Dorval, arrivato dal Cerignola per il suo primo campionato professionistico, e il portiere classe 2001 Caprile, arrivato dal Leeds United dopo il buon campionato in C con la Pro Patria. A questi si aggiungono i prestiti del centrocampista Benedetti (dalla Samp) e dell’attaccante Cangiano (dal Bologna), più i ritorni dell’attaccante Cheddira (classe ’98, a titolo definitivo dal Parma) e del centrocampista Mallamo (classe ’99, in prestito dall’Atalanta).

Insomma, per questa prima fase di mercato Polito ha chiaramente voluto varare la linea verde, per accaparrarsi i giovani migliori e metterli subito a disposizione di Mignani, già nel ritiro di Roccaraso. In Abruzzo, però, è arrivata anche una sana dose di esperienza con l’acquisto del 28enne Francesco Vicari, difensore ex capitano della Spal con cui è stato protagonista delle stagioni in serie A dei ferraresi, marcando attaccanti come Dzeko, Cristiano Ronaldo, Higuain e Lukaku. Un bel rinforzo per far coppia con il leader della difesa Terranova, a cui si affiancheranno Gigliotti e capitan Di Cesare, che a quasi 40 anni ha rinnovato per una stagione. Serviranno anche un paio di terzini e un trequartista che possa dare il cambio all’argentino Botta, lì dove il ritorno di Galano lo scorso campionato ha convinto poco quanto nulla. Meno, invece, andrà fatto a centrocampo: il trio Maita-Maiello-D’Errico ha fatto vedere cose buone nel girone di ritorno in C, e si è guadagnato la conferma anche nella categoria superiore.

Ma la piazza di Bari vuole di più. Soprattutto in attacco servono grandi nomi per scaldare l’ambiente e accendere l’entusiasmo di una tifoseria calda, ma spesso “intermittente”. Come ogni estate, le telenovele di mercato si rincorrono; sta di fatto che un big della categoria da affiancare ad Antenucci arriverà, ma forse ci sarà da aspettare un po’. Sì, perché da sistemare ci sono degli esuberi (Simeri e Paponi, ma non solo) e i bilanci devono rimanere in perfetto ordine. D’altra parte, la società ha stanziato un budget di 16 milioni di euro: non pochi, ma neanche tanti, soprattutto perché si tratta (come ha chiarito LdL) di una somma buona non solo per il mercato, ma per la gestione complessiva della società in B.

Rimane, quindi, ancora più di un punto interrogativo su quella che sarà l’avventura del Bari in serie B. A bocce ferme, appare difficile puntare all’immediata scalata alla A, visto che il parterre delle contendenti è di primissimo livello. Una serie B così competitiva non la si vedeva dalla stagione 2006-’07, quando vennero promosse Juve, Napoli e Genoa. Già, il Genoa… Insieme al Cagliari, il grifone è una nobile della serie A decaduta, e andrà alla caccia dell’immediato riscatto. Tra cessioni illustri (Cambiaso per i liguri, Bellanova e Joao Pedro per i sardi) e ricco paracadute finanziario, Genoa e Cagliari sembrerebbero aver già opzionato i due posti validi per la promozione diretta. Poi ci sono il ricco Parma di Buffon, il Venezia (altra retrocessa dalla A), il Pisa finalista degli scorsi playoff, il Palermo appena acquisito dal gruppo che controlla il Manchester City, il Frosinone dell’ex Fabio Grosso e il Como del proprietario indonesiano Hartono (che nel 2018 si propose per il Bari, ma presentò la documentazione senza marca da bollo e fu escluso dalla corsa), che ha comprato Cesc Fabregas, 35enne ex Barcellona e Arsenal.

A conti fatti, per una matricola come il Bari la strada sembra in salita. Ma, si sa, nel calcio nulla è scontato; la Cremonese, lo scorso anno, è stata promossa in A senza i favori del pronostico. L’obiettivo a più breve termine per la SSC Bari è costruire un rapporto solido con la piazza: DeLa ha detto di puntare a 12mila abbonamenti (un po’ troppo ambizioso?) e la politica dei prezzi (159 euro le curve, con sconti per under16, over65, donne, famiglie e rinnovi) va decisamente incontro ai tifosi.

Sul campo, sembrerebbe ragionevole puntare a un anno di assestamento per poi provarci più seriamente nel prossimo campionato; un piazzamento playoff non dispiacerebbe alla piazza. Ma occhio a rilassarsi: in una B così competitiva ci vuole un attimo a ritrovarsi invischiati nelle sabbie mobili della lotta salvezza.

Il tutto in attesa che si risolva il nodo multiproprietà: i De Laurentiis hanno perso i ricorsi nei primi due gradi della giustizia Figc, e probabilmente lo stesso accadrà davanti al tribunale del Coni. Diversa potrebbe essere la vicenda di fronte al Tar, ma con tempi lunghissimi che rischierebbero di far raffreddare il rapporto tra Bari e il Bari. Forse sarebbe il caso di iniziare a cercare fin da ora un acquirente solido, che possa garantire ai biancorossi stabilità economica e ambizioni in serie A, invece di perdere tempo in una battaglia legale che, ormai, ha assunto i contorni di una vuota questione di principio.

In uno scenario ancora molto poco chiaro, una cosa è certa: i baresi (a torto o a ragione, si vedrà) sentono di appartenere ai massimi palcoscenici del calcio italiano, e di vivacchiare in eterno in B non hanno alcuna voglia.

Dal 13 agosto Una partenza tutta in salita

Inizia prestissimo quest’anno il campionato di serie B, già il 13 agosto. E per il Bari sarà una partenza difficile: i galletti esordiranno sul campo del Parma di Buffon, per poi ospitare l’ambizioso Palermo alla seconda. Il Bari, dopo, andrà a Perugia e ospiterà la Spal; big match alla sesta giornata, con i biancorossi di scena a Cagliari. All’ottavo turno trasferta a Venezia, mentre alla decima si andrà a Frosinone per sfidare l’ex Grosso. Il girone di andata per il Bari si chiuderà il 26 dicembre ospitando al San Nicola il Genoa, che invece accoglierà i galletti nell’ultima di campionato. Il primo impegno stagionale per il Bari sarà il 31 agosto contro il Padova in coppa Italia, sul terreno dell’Arechi di Salerno visti i lavori in corso al San Nicola, che dovrebbe essere pronto per il 20 agosto.

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