"Mantenete le distanze": ma sui bus è un delirio

“I positivi, a casa in isolamento sono 500 solo nella città di Bari, la stragrande maggioranza sono asintomatici. Dobbiamo rispettare le restrizioni per evitare nuovi lockdown e nuove chiusure di aziende ed esercizi commerciali". Sono le parole del sindaco di Bari Antonio Decaro che qualche giorno fa commentava così il nuovo decreto del consiglio dei ministri che imponeva alcune restrizioni a causa dell’impennata di contagi da Covid-19 a livello nazionale. 

Niente feste, niente calcetto e somministrazione di bevande oltre le ore 24. Un piccolo coprifuoco insomma per evitare di tornare ad un severo lockdown come a marzo. Solo che se tutto resta aperto la gente si muove e per muoversi usa diversi mezzi: dalle auto private ai bus, ai treni. Sino a quando lo smart working era la regola, le scuole erano chiuse e i negozi aprivano alla spicciolata anche i mezzi pubblici erano sotto controllo perché praticamente vuoti. Con la riapertura di uffici, negozi e soprattutto scuole i bus e i treni hanno ripreso a ripopolarsi. Certo si sale solo con la mascherina - quante volte però abbiamo sentito di gente irresponsabile che persino davanti al richiamo di un controllore o di un poliziotto continuava ad opporsi - e con una capienza ridotta. Ma sarà vero? A parlare è ancora una volta Antonio Decaro questa volta come presidente dell’Anci, l’unione di comuni italiani: “Sugli autobus ci sono molte persone, ma la norma prevede che la capacità sia ridotta all’80%, con obbligo di mascherina. Stiamo chiedendo al governo di ridurla, ma non si arriverà mai a rispettare il metro di distanza. Le risorse il Governo le ha già stanziate, noi abbiamo aumentato le corse ma in tutta Italia c’è un problema di autobus. Non si acquistano mezzi da una settimana all’altra, ci sono lunghi tempi di produzione. Vogliamo chiedere al ministro dell’Istruzione e agli Uffici scolastici regionali, la possibilità di frazionare gli orari d’ingresso e uscita da scuola, così da poter prendere anche gli autobus in orari diversi”. 

Questo perchè di scene raccapriccianti dall’apertura delle scuole ne abbiamo viste ovunque. Gente ammassata fuori dai bus, alle fermate e gente ammassata dentro ai bus alcuni anche senza mascherina. E poi gli studenti, i liceali soprattutto che si muovono da un paese all’altro o nella stessa città per frequentare l’istituto di appartenenza. A Bari alcune scuole non potendo far slittare gli orari di ingresso e uscita (perché poi? una scelta impopolare da parte dei dirigenti scolastici nei confronti di professori e genitori dei ragazzi) si sono inventati le cosiddette formule “ibride” per lezioni e interrogazioni. Insegnante in aula con metà classe e l’altra metà collegata e da casa e viceversa la settimana successiva. Meno ragazzi in istituto e professori contenti. Ma la maggior parte ha ripreso l’anno scolastico come se nulla fosse accaduto e la patata bollente è passata in mano alle aziende dei trasporti che in questa occasione hanno le mani legate e devono anche preoccuparsi della salute dei loro dipendenti oltre che di quella degli utenti. Sugli assembramenti alle fermate e sui mezzi pubblici si sono espressi anche i sindacati con una nota congiunta di Cgil Puglia, a firma di Pino Gesmundo, e Filt Cgil - con Giuseppe Guagnano. 

“L’innalzamento dei contagi nel Paese e in Puglia va monitorato con attenzione e richiede interventi orientati alla tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori. Per questo auspichiamo che la Regione, per quanto di sua competenza, attivi azioni conseguenti a partire dall’aumento dei tamponi a una migliore organizzazione dei trasporti pubblici. Credo che il Governo non abbia agito con lungimiranza non stanziando risorse per il rafforzamento del trasporto pubblico - commenta Gesmundo - ma la Regione può e deve intervenire a nostro avviso per migliorare i servizi diminuendo il più possibile i rischi per utenza e lavoratori”. “Sul piano operativo - propone Guagnano - la Regione potrebbe stanziare risorse proprie destinate alle aziende per incrementare le corse, e se non vi fosse adeguata disponibilità di mezzi potrebbe rivolgersi momentaneamente alle aziende private di trasporto. Ovviamente anche l’ipotesi di scaglionamento degli orari di ingresso a scuola andrebbe ad alleggerire il carico attuale”. 

Da una parte i sindacati e dall’altra anche gli studenti la cui voce è passata attraverso la protesta dell’Uds (Unione degli studenti) Puglia: “Dal 24 Settembre sono tantissimi gli studenti e le studentesse nella nostra regione a non essere riusciti a salire su nessun mezzo poiché eccessivamente sovraffollato o poiché il numero di corse presenti non era bastevole per tutti gli utenti. Troviamo inaccettabile che molti di questi studenti abbiano dovuto far gravare economicamente il cambio di modalità di movimento sulle proprie spalle arrivando a dover raggiungere le proprie scuole con i propri mezzi, intaccando qualunque ragionamento sulla sostenibilità ecologica ed economica. Chiederemo all'Ufficio Scolastico Regionale garanzie e sicurezze per tutti gli studenti e le studentesse che per questi problemi non hanno potuto seguire le lezioni programmate in questi giorni: nella didattica e nella valutazione dovranno essere garantiti tutti i nostri diritti e non dovremo subire le conseguenze di un sistema pieno di problematiche strutturali”. 


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