"Al paese serve la locomotiva del sud"


Ecco le sei piattaforme dell'OBI per far ripartire il Mezzogiorno e il Paese

Sei piattaforme per far ripartire il Sud e tutto il Paese. La proposta parte dall’Osservatorio Banche Imprese di Economia e Finanza, insieme all’Alleanza Istituti Meridionalisti, e ha già registrato l’adesione di associazioni, enti, studiosi, esperti, economisti. 

Di cosa si tratta? È un documento programmatico sul Mezzogiorno, intitolato “Il Miracolo prossimo venturo dell’Italia? Passa dalla «locomotiva» Mezzogiorno”.  Il documento parte prendendo in esame la situazione di crisi determinata dal coronavirus e la conseguente recessione. “Il Mezzogiorno, pur non avendo subito i guasti devastanti del coronavirus, ha seguito le sorti della parte più colpita del Paese che coincideva con quella più forte - sottolinea lo studio -. Il modello a trazione unica settentrionale ha mostrato, di conseguenza, tutti i suoi limiti che hanno finito per penalizzare l’intero Paese e quindi lo stesso sistema economico e produttivo settentrionale”.

Come se ne esce?

Secondo l’OBI, bisogna passare dal Paese a trazione unica ad un sistema economico a due locomotive per un nuovo miracolo. Alla locomotiva del centro-nord deve affiancarsi la locomotiva del Sud.  Un cambiamento epocale che, ovviamente, richiede politiche pubbliche e scelte produttive nuove. 

Vediamole le sei piattaforme sulle quali articolare questo miracolo che parte da Sud, proposte dall’Osservatorio.

La piattaforma produttiva - Per dotare il Paese di due locomotive, al Nord e al Sud, non è più rinviabile il superamento del gap infrastrutturale meridionale, a partire dal “digital divide”. Gli investimenti pubblici devono puntare con decisione verso il Mezzogiorno. Anche le filiere produttive dovranno poter contare su una serie di strumenti, a partire dalla fiscalità di vantaggio, l’istituzione delle Zes, il superamento dei divari logistici, tecnologici e digitali. Inoltre, molto dipenderà dal ruolo della pubblica amministrazione. Ma sarà anche fondamentale puntare su quello sviluppo ampio ed articolato del sistema economico meridionale, invocato, ma mai attuato da decenni.

La piattaforma logistica - È la grande scommessa: servono contenuti e scelte progettuali sul versante infrastrutturale, dalle ferrovie ai porti, dagli aeroporti  all’intermodalità, dai servizi digitali alle dotazioni tecnologiche, fondamentali per attrarre e sviluppare investimenti ed attività produttive. La creazione di un sistema di piattaforme logistiche intermodali-produttive dovrà trovare nelle ZES (Zone Economiche Speciali) il punto di snodo centrale.

La piattaforma scientifico tecnologica - Serve la creazione di un reticolo di parchi tecnologici, integrato con le piattaforme logistiche e produttive (ZES), con il coinvolgimento delle Università, degli enti di ricerca e delle aziende private più all’avanguardia. I parchi tecnologici diventerebbero aree vocate ad attrarre start-up innovative, investimenti per nuovi spin-off e occasioni per lo sviluppo tecnologico delle aziende e di nuovi settori produttivi. 

La piattaforma finanziaria e creditizia - Strategico sarà un sistema creditizio attento alla riqualificazione, riorganizzazione e sviluppo del sistema economico-produttivo del Sud. Oltre il credito commerciale e di funzionamento, va sviluppato il credito a medio termine per lo sviluppo strutturale dell’impresa con un’azione anche di counseling. Inoltre, bisogna far crescere le dimensioni aziendali attraverso il rafforzamento patrimoniale con interventi sull’equity, sia con fondi privati sia pubblici. La Banca del Sud, più volte evocata, dovrebbe diventare il perno intorno a cui far ruotare l’intero sistema creditizio meridionale. 

La piattaforma della conoscenza - Una nuova normalità nella scuola, con la quale si dovrà convivere forse ancora a lungo, è fatta di sicurezza. Serve, perciò, un progetto di transizione dall’emergenza sanitaria alla nuova fase, recuperando il debito formativo accumulato in questi mesi coinvolgendo scuole, comuni, associazioni. Il personale va incrementato con procedure di reclutamento rapide. È prioritario un nuovo modello organizzativo con un maggior numero di classi con meno alunni, anche nei piccoli comuni, un allungamento del tempo-scuola, un diverso allestimento di spazi chiusi e aperti. È indispensabile garantire una piattaforma unica della rete digitale, che sia resa accessibile a tutti, quanto a dotazioni tecniche e servizio infrastrutturale.

La piattaforma coesione sociale - L’economia sociale rappresenta una risorsa, non secondaria e neppure residuale, da attivare e da potenziare all’interno della strategia di sviluppo e coesione. Le potenzialità di crescita di questa peculiare forma di intrapresa socioeconomica sono ancora in gran parte inespresse, sia per quanto riguarda le opportunità sul fronte occupazionale, sia per il ruolo che essa ha nell’offerta di alcuni servizi ai cittadini. Un evoluto modello di welfare inclusivo deve essere perseguito a partire dall’incremento e dalla qualificazione delle strutture destinate all’erogazione dei servizi alle persone.


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