L’inno al rider di un cantautore pugliese: doppio successo

I riders, ormai sono di tutte le età, in un’Italia che sfrutta sempre di più questi instancabili “ciclisti” che raggiungono i clienti sotto la pioggia o sotto il sole, in ogni ora. A Milano, per fortuna, qualcosa si è mosso: la piattaforma di “Food-delivery Just Eat” ha annunciato l’assunzione dei riders come lavoratori subordinati a partire da marzo prossimo. Ciò permetterà ai riders di godere di tutele come malattia, ferie, retribuzione oraria, maternità-paternità, con la stipulazione di contratti full-time, part-time o a chiamata. Attualmente il contratto collettivo nazionale del settore è quello stipulato da UGL con Assodelivery (non firmato quindi da CGIL-CISL-UIL). Un contratto-capestro, con i diritti calpestati.

In Lombardia, fra l’altro, hanno provveduto, dopo rivendicazioni vivaci, a dare ai “fattorini” spazi, in cui poter riposare, caricare il cellulare e sistemare la bicicletta tra un turno e l’altro. Bene. Benissimo. Un esempio, una spinta, per il resto dell’Italia che, specie negli interminabili giorni della pandemia, ha capito e apprezzato il ruolo vitale dei fattorini in bici.

Anche a Bari si cambia, con uno spazio in via Dalmazia. Ora si spera venga tutto il resto, ossia un “pacchetto” in grado di respingere l’etichetta assurda dei “lavoretti” per sopravvivere: i riders vanno contrattualizzati, meritano retribuzioni adeguate e dignità come tutti i lavoratori.

A Milano, guarda caso, il difensore-simbolo dei riders, è made in Puglia. Si chiama Davide Berardi, cantautore, che in un singolo (“Rider”) ha composto una sorta di inno, dando cornice alla figura di questo eroe moderno che taglia il buio della città per soddisfare i desideri improvvisi non sempre necessari dei coinsumatori.

Il brano prodotto da “Party Smith”, dagli arrangiamenti “synth-pop” e dal ritmo incalzante, come una pedalata, apre una riflessione sulla precaria condizione lavorativa e umana dei riders. Assieme a Berardi, una produzione tutta pugliese: Franz Lenti, tastiere Giacomo Abatematteo batteria, Gianamrco Magno basso, Emanuele Raganato sax. Riprese e mix a cura del Sudestudio-Stefano Manca e mastering di Andrea Suriani.

Berardi, per la storia, è di Crispiano, ma da anni è a Milano e ha all’attivo successi notevoli (fra le chicche, la Targa per il miglior testo Premio “Bruno Lauzi”). Davide Berardi, ossia la sensibilità di un artista pugliese al servizio di una giusta causa. La conferma di un Sud che sa farsi valere ovunque, con impegno e professionalità. E che diventa protagonista, lontano da una terra che invece guarda sempre a cantanti, attori e registi rigorosamente non di casa, per la presunta e sbandierata valorizzazione del territorio.


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